Questa settimana ho lavorato su progetti abbastanza diversi fra loro. Ho continuato a sperimentare con gli agenti AI, cercato di risolvere alcuni problemi del mio ambiente Linux e realizzato una piccola applicazione destinata a un corso per persone anziane.
La novità più interessante, però, è forse proprio quest'ultima: dopo tanti esperimenti tecnologici, ho provato a utilizzare quello che sto imparando per costruire qualcosa di estremamente semplice e concretamente utile.
Dov'è la mia macchina?
Il 2 novembre è nato su GitHub un nuovo progetto: Dov'è la mia macchina?
L'idea è arrivata preparando un corso sull'utilizzo dello smartphone e di WhatsApp per persone anziane, previsto per il 10 novembre.
Volevo realizzare qualcosa che i partecipanti potessero utilizzare davvero, senza registrazioni, account o procedure complicate.
Alla fine ho scelto una funzione molto semplice: ricordare dove è stata parcheggiata l'automobile.
L'applicazione ha due pulsanti principali. Il primo, Ho parcheggiato, memorizza la posizione GPS. Il secondo, Trova la mia macchina, permette di avviare la navigazione a piedi verso il punto salvato.
Ho scelto di realizzarla come PWA, una piccola applicazione Web installabile sul telefono senza passare da Google Play o App Store.
Questo permette di distribuirla attraverso un semplice QR code.
Durante lo sviluppo sono emersi alcuni problemi tipici delle PWA: gestione della cache, aggiornamenti che non vengono immediatamente recepiti e differenze fra l'installazione su Android e iPhone.
Ho quindi aggiunto istruzioni specifiche, pulsanti più grandi e un'interfaccia pensata per essere leggibile anche da chi non ha molta familiarità con lo smartphone.
L'ultima modifica del 2 novembre ha introdotto anche Invita, una funzione che mostra un QR code per condividere l'applicazione con un'altra persona.
Il progetto è completamente open source e ospitato su GitHub Pages.
Non so ancora quanto sarà apprezzato dai partecipanti al corso, ma è un esperimento che mi interessa: realizzare piccoli strumenti gratuiti, utilizzabili immediatamente, senza chiedere agli utenti di imparare procedure complicate.
Repository: Dov'è la mia macchina?
Applicazione: Apri la PWA
ai-bar: quando il desktop diventa complicato
Sul fronte Linux ho continuato a lavorare su ai-bar, il mio ambiente che integra applicazioni tradizionali e strumenti di intelligenza artificiale.
Questa settimana, però, sono emersi problemi abbastanza fastidiosi.
Il più grave riguarda la tastiera: dopo aver utilizzato ChatGPT all'interno di ai-bar, in alcune situazioni perdevo completamente la possibilità di scrivere.
Non bastava chiudere l'applicazione. Per ripristinare il funzionamento dovevo effettuare il logout dalla sessione grafica.
Un altro problema riguardava le applicazioni integrate: dopo il riavvio di ai-bar, alcune finestre non si aprivano più correttamente.
Sto utilizzando Openbox e ho cominciato a sospettare che il problema dipenda dall'interazione fra la gestione delle finestre, il focus della tastiera e i componenti Web incorporati.
Ho provato anche a utilizzare ChatGPT attraverso Chrome, invece del componente WebKitGTK impiegato normalmente.
L'obiettivo è mantenere l'applicazione integrata nell'ambiente, conservando però il corretto funzionamento della tastiera, dell'audio e delle finestre di autenticazione.
Non considero ancora risolti tutti questi problemi.
Il 29 ottobre ho inoltre integrato una Pull Request che aggiunge un sistema di controllo della qualità del codice ispirato a ub-mode, con indicazioni richiamate anche da AGENTS.md.
Continuo a mantenere separato il progetto generale dalle mie personalizzazioni, così da poterlo distribuire senza imporre ad altri utenti la mia configurazione.
Repository: ai-bar
Modifica: Pull Request #17
ChatGPT come agente: dalla conversazione al lavoro concreto
Continua anche il mio esperimento più generale: utilizzare ChatGPT non soltanto per ottenere risposte, ma come assistente operativo.
Sto sfruttando sempre di più le integrazioni con l'ecosistema Google, soprattutto per lavorare con documenti, fogli elettronici, posta e calendario.
Preferisco non entrare nei dettagli delle operazioni personali, ma il cambiamento rispetto al passato è evidente.
Invece di chiedere come eseguire una determinata operazione, posso chiedere direttamente all'assistente di occuparsene.
Questa settimana ho continuato a sperimentare anche la possibilità di collegare gli agenti AI al computer locale.
Una delle idee è utilizzare un piccolo programma che controlli periodicamente la posta e, quando trova un messaggio contenente un comando autorizzato, lo trasformi in un incarico per Codex CLI.
Sarebbe un modo per impartire istruzioni al computer anche quando non mi trovo davanti alla tastiera.
Per ora è soprattutto una proposta architetturale: non ho ancora realizzato un sistema completo e affidabile.
La sicurezza, naturalmente, è un aspetto fondamentale. Un agente capace di modificare file o eseguire programmi deve poter distinguere le istruzioni autorizzate da quelle provenienti da fonti non attendibili.
In parallelo ho ridimensionato l'utilizzo di Hermes.
L'ho rimosso dal computer principale insieme a PicoClaw, mantenendolo soltanto sul Raspberry rakgateway, collegato a Telegram.
Sto quindi spostando una parte crescente delle attività verso ChatGPT come agente generale, lasciando agli strumenti locali compiti più specifici.
Mecha Fleet: Versus continua a evolversi
Anche questa settimana è proseguita la collaborazione con Mattia sul videogioco Mecha Fleet: Versus.
Il lavoro si è concentrato soprattutto sulla rappresentazione dei combattimenti.
Il 2 novembre ho preparato una serie di modifiche per introdurre sprite bidimensionali procedurali e animazioni delle battaglie.
L'obiettivo è rendere gli scontri più leggibili e piacevoli, mostrando il movimento delle unità e le azioni di combattimento.
Ho aggiunto anche test per verificare la riproducibilità degli sprite, il corretto isolamento dei contenuti e il funzionamento delle animazioni.
Una parte importante riguarda l'accessibilità: le animazioni devono rispettare anche le impostazioni degli utenti che preferiscono ridurre gli effetti di movimento.
Le modifiche sono state organizzate attraverso commit e Pull Request, mantenendo il normale processo di revisione del codice.
Questa settimana risultano quattro nuove Pull Request create dal mio account, fra il 29 ottobre e il 4 novembre. Tre riguardano il progetto Mecha Fleet, mentre una riguarda ai-bar.
Fra quelle di Mecha Fleet, la proposta dedicata alle animazioni 2D è stata integrata nel fork il 2 novembre.
Continuo a trovare particolarmente interessante questo metodo di collaborazione: l'agente prepara le modifiche, i test permettono di controllarle e GitHub mantiene traccia del lavoro.
Repository: Mecha Fleet: Versus
Pull Request: Animazioni 2D e sprite procedurali
Tech News Daily: la pubblicazione automatica funziona
Il progetto con l'attività più regolare rimane Tech News Daily.
Dal 29 ottobre al 4 novembre risultano pubblicate tutte e sette le edizioni quotidiane.
Per ogni giornata il repository contiene il commit dell'archivio e quello successivo che aggiorna automaticamente la home page.
È un miglioramento importante rispetto alle prime settimane, quando dovevo intervenire manualmente per correggere la pagina principale o i collegamenti alle edizioni precedenti.
Adesso il meccanismo è più ordinato: viene pubblicata la pagina del giorno e un workflow GitHub Actions aggiorna la home page.
Il notiziario continua a raccogliere notizie su Linux, open source, intelligenza artificiale, sviluppo software e sicurezza.
Mi interessa soprattutto mantenere un archivio consultabile e dare visibilità anche a piccoli progetti che normalmente non emergono nei grandi siti tecnologici.
Repository: Tech News Daily
Sito: Leggi il notiziario
Linux: esperimenti, piccoli problemi e qualche riflessione
Sul fronte Linux questa settimana ho continuato a lavorare soprattutto sull'ambiente desktop.
Dopo gli esperimenti precedenti con zram e kernel 7.3, l'attenzione si è spostata sui problemi di integrazione delle applicazioni.
Il caso di ai-bar dimostra quanto possa essere delicato il rapporto fra window manager, gestione della tastiera e applicazioni Web incorporate.
Ho continuato anche a osservare le differenze fra distribuzioni Linux.
Mi ha colpito, per esempio, la velocità con cui pacman riesce a scaricare i pacchetti su Arch Linux rispetto ad alcune installazioni Debian e Ubuntu che utilizzo.
Non è un confronto scientifico, ma un'osservazione pratica che mi ha fatto tornare a riflettere sull'importanza dei mirror e della configurazione dei gestori di pacchetti.
Ho anche valutato alcune alternative software, fra cui applicazioni per WhatsApp e piccoli strumenti da terminale.
Sono esperimenti minori, ma fanno parte del lavoro quotidiano su Linux: provare, confrontare e mantenere soltanto ciò che risulta davvero utile.
Il Raspberry continua a fare il suo lavoro
Il piccolo rakgateway continua a funzionare con la nuova configurazione.
Dopo la chiusura del progetto LoRa-One e la rimozione della scheda radio, il Raspberry viene utilizzato come nodo Tor, ospita il sito dei Cantinari e mantiene attivo Hermes collegato a Telegram.
Non ci sono state modifiche sostanziali da segnalare questa settimana.
Mi piace però ricordare questa trasformazione perché rappresenta uno dei vantaggi dell'hardware riutilizzabile: una macchina nata per un progetto può continuare a essere utile anche quando quel progetto termina.
Sto imparando a scrivere senza guardare la tastiera
Fra tutti gli esperimenti della settimana ce n'è uno che non riguarda direttamente né Linux né l'intelligenza artificiale.
Sto cercando di imparare a scrivere senza guardare la tastiera.
Dopo tanti anni passati davanti al computer può sembrare strano, ma non ho mai sviluppato completamente questa abilità.
Per ora è ancora complicato.
Devo concentrarmi sulla posizione delle dita e spesso la velocità diminuisce rispetto al mio modo abituale di scrivere.
Comincio però a vedere i vantaggi.
Poter mantenere lo sguardo sullo schermo mentre si scrive rende più naturale seguire quello che si sta facendo e riduce le continue interruzioni per cercare i tasti.
È un piccolo investimento personale che potrebbe migliorare il modo in cui utilizzo quotidianamente il computer.
E forse è anche una buona dimostrazione del fatto che, nonostante tutti gli strumenti AI disponibili, alcune abilità conviene ancora impararle personalmente.
RepoRoulette e gli altri progetti
Rimane fra i miei esperimenti anche RepoRoulette, il sito che permette di scoprire repository GitHub casuali, uno dopo l'altro, attraverso un'interfaccia ispirata alla vecchia Chatroulette.
L'idea continua a piacermi perché permette di incontrare software che probabilmente non avrei mai cercato.
Non risultano nuovi sviluppi documentati su questo progetto durante la settimana.
Il collegamento utilizzato nelle precedenti edizioni è RepoRoulette, ma non sono riuscito a verificarne nuovamente l'accessibilità, quindi non lo considero un indirizzo verificato per la pubblicazione.
Continuano inoltre a rimanere fra i progetti che seguo AIcad, oai-gateway e gli esperimenti con freellmApi e za.py.
Non ho rilevato nuovi commit settimanali su oai-gateway.
Nel campo della robotica personale continuo a osservare dispositivi come Nori A3 e Microduck, soprattutto per le possibilità di programmazione e integrazione con modelli AI. Per ora preferisco distinguere le capacità dichiarate dai produttori da quelle effettivamente dimostrate.
Conclusioni
Questa settimana il progetto nuovo più significativo è stato Dov'è la mia macchina?, mentre su GitHub il lavoro di sviluppo si è concentrato soprattutto su Mecha Fleet e ai-bar.
Tech News Daily ha continuato a essere pubblicato regolarmente.
Non risultano nuove issue create dal mio account durante il periodo esaminato. Non ho invece completato una verifica esaustiva delle release di tutti i repository.
La riflessione più interessante riguarda ancora una volta il rapporto fra strumenti e persone.
Sto utilizzando agenti AI sempre più capaci, ma contemporaneamente mi trovo a costruire applicazioni con due soli pulsanti e a imparare a scrivere senza guardare la tastiera.
Forse non è una contraddizione.
La tecnologia dovrebbe servire proprio a questo: semplificare le operazioni complicate e lasciare più tempo per imparare, sperimentare e fare qualcosa di utile.
E quando un piccolo programma può aiutare qualcuno a ritrovare la propria automobile, forse vale quanto un progetto software molto più sofisticato.
