2026-09-03

Ai-bar

 

Questa settimana il lavoro su GitHub è stato meno dispersivo del solito e si è concentrato soprattutto attorno a un'idea che ormai sta diventando abbastanza chiara: software piccolo, modificabile dagli agenti e personalizzato per chi lo usa.

AI Bar: il software personale sopra una base comune

Su AI Bar ho continuato a lavorare soprattutto sulla separazione tra il progetto generale e la mia configurazione personale. Nell'ultima settimana GitHub registra, tra le altre cose, il merge del branch vroby e una correzione alla selezione della pagina terminale dopo un reload.

La parte che mi interessa di più, però, non è la singola modifica. Sto cercando di usare main come base abbastanza generica da poter essere utilizzata da altri, mentre tengo le mie personalizzazioni in un branch personale. A questo si aggiunge AGENTS.md, che serve a spiegare agli agenti AI come intervenire sul progetto.

Mi sembra un modello interessante: invece di cercare di costruire un programma che vada bene per tutti, mantenere un nucleo comune e lasciare che ciascuno possa costruirci sopra la propria versione, eventualmente facendola modificare direttamente a un agente.

Continuo anche a sperimentare la sessione AI Bar con Weston al posto di Openbox. Per ora però Wayland mi sembra decisamente meno efficiente del vecchio Xorg per questo tipo di ambiente leggero.

Agenti piccoli per fare cose vere

Lo stesso ragionamento continua con za.py, il piccolo agente che sto usando per eseguire operazioni sul sistema operativo attraverso freellmApi.

L'obiettivo non è costruire l'ennesimo chatbot, ma avere un agente che possa realmente fare qualcosa sulla macchina. Modelli piccoli, API economiche o gratuite e programmi molto semplici possono essere più interessanti, almeno per me, di sistemi enormi che cercano di fare tutto.

In questa direzione è nato anche ds-code. Il 2 settembre ho aggiunto README e AGENTS.md e subito dopo li ho tradotti in inglese. Anche qui torna quindi l'idea di scrivere non soltanto documentazione per gli utenti, ma istruzioni destinate direttamente agli agenti che dovranno lavorare sul codice.

Un registratore di macro

Sempre il 2 settembre è nato macro-recorder. Il repository parte con un commit iniziale seguito dalla traduzione del README in inglese.

È un altro esempio della direzione che sto seguendo: invece di cercare programmi complessi, preferisco sempre più spesso costruire piccoli strumenti che fanno esattamente quello che mi serve.

E intanto arrivano i robot economici

Fuori dal software questa settimana mi hanno incuriosito soprattutto due piccoli robot.

Il primo è Nori A3. Costa 1.688 dollari e ha due bracci, LiDAR, quattro telecamere e un'autonomia dichiarata di 6-8 ore. Il produttore lo mostra impegnato in attività come riordinare, prendere oggetti dal frigorifero, caricare i piatti e aiutare in cucina. Le consegne sono indicate per l'autunno 2026. Queste sono però capacità dichiarate da Nori Robotics e non vanno confuse con un robot domestico già autonomo e pronto all'uso.

La mia impressione è comunque che Nori sia uno dei primi robot economici che cominciano almeno a farmi pensare: questo potrebbe davvero servire a qualcosa.

Poi c'è Microduck. È una piccola papera bipede da 25 cm e circa 800 grammi capace, tra le altre cose, di camminare, rialzarsi, afferrare piccoli oggetti e utilizzare delle ruote. Il software è pubblicato con licenza Apache 2.0 e comprende anche il sistema di controllo; il training delle policy avviene nel progetto collegato microduck_rl.

Qui però devo correggere leggermente quello che avevo scritto qualche giorno fa: è open source il software, non l'hardware. Il prezzo di lancio rimane comunque molto interessante, 399 dollari.

Ed è proprio la combinazione fra prezzo basso e software aperto che secondo me può produrre qualcosa di interessante. Non mi stupirebbe vedere presto progetti derivati, alternative compatibili e magari veri cloni. Questa per ora è una mia previsione, ma l'ecosistema ha già iniziato a muoversi: è comparso ad esempio quackd, un progetto indipendente che prova a mettere un LLM sopra le capacità del Microduck.

Il filo comune

A prima vista AI Bar, za.py, ds-code e una papera robot da 399 dollari sembrano cose completamente diverse.

In realtà per me il filo comune sta diventando abbastanza evidente.

Hardware sempre meno costoso, software open source, modelli AI e agenti capaci di modificare il codice rendono sempre più realistico costruire strumenti pensati per una singola persona invece che per milioni di utenti.

Ed è probabilmente questa la cosa che mi interessa di più in questo momento.