2026-06-12

non saremo noi gli esploratori dell'universo

Scrivo queste poche righe come ricordo di questa serata in cui mi sono reso conto che molte cose che sognavo/speravo per il futuro (non certo il mio, che oramai sono vecchio) non si realizzeranno per il genere umano.

Il primo posto dove questo diventerà evidente è la Luna. Nei prossimi anni arriveranno, infatti, flotte di robot autonomi sulla Luna non solo per esplorare, ma per svolgere compiti di ricerca e, successivamente, minerari.

Mi aspetto produzioni industriali non sulla Luna, ma direttamente in orbita. Questo perché l’assenza di gravità può permettere la realizzazione di manufatti interessanti e crea la possibilità di accedere sempre all’energia del Sole. I metalli, invece, si estrarranno direttamente sulla Luna, verranno mandati in orbita probabilmente con una catapulta magnetica e saranno lavorati in orbita. In questo processo non ci saranno umani, ma solo macchine.

Robot e intelligenza artificiale mettono fine anche all’esplorazione umana dello spazio.
Gli esseri umani sono finiti in questo scenario in cui comandano in maniera sempre più distratta le macchine intelligenti artificiali fino a diventare irrilevanti. Non sarà necessario alle macchine sterminare gli inutili esseri umani ma per loro basterà attendere la naturale estinzioni dell'umanità instupidita e preda di noia e senso di inutilità

2026-06-10

2cv concept

 

Il quadriciclo L7e che vorrei vedere sulle strade europee




Negli ultimi anni il mercato dei veicoli elettrici si è mosso in una direzione precisa: automobili sempre più grandi, pesanti, potenti e costose. Ma se l'obiettivo fosse invece l'efficienza? Se si partisse da ciò che serve davvero per spostare quattro persone in città e nei percorsi quotidiani?

Da questa domanda nasce il concept che presento oggi: un quadriciclo pesante L7e a quattro posti, progettato secondo tre principi fondamentali:

  • semplicità

  • leggerezza

  • basso costo

Un ritorno all'essenziale

L'idea è quella di recuperare la filosofia della Citroën 2CV: eliminare tutto ciò che non è indispensabile e concentrarsi sulla funzione.

L'esterno adotta forme semplici e quasi geometriche:

  • lunghezza di circa 3,45 metri

  • larghezza contenuta in 1,50 metri

  • carrozzeria con pannelli facilmente sostituibili

  • quattro porte vere

  • ampie superfici vetrate

  • ruote di diametro generoso per migliorare comfort ed efficienza

L'aspetto è volutamente minimalista, senza elementi decorativi superflui.

Interni spartani ma intelligenti



L'abitacolo segue la stessa filosofia.

Niente:

  • schermi giganti

  • luci ambientali

  • rivestimenti costosi

  • tunnel centrale

Troviamo invece:

  • volante moderno

  • piccolo quadro strumenti digitale

  • plancia essenziale

  • sedili monoscocca in plastica bianca

  • panca posteriore semplice e leggera

I sedili anteriori non sono reclinabili e non utilizzano imbottiture tradizionali. Sono progettati per essere economici, robusti, facilmente lavabili e soprattutto leggeri.

L'obiettivo è ridurre ogni chilogrammo non necessario.

Perché un L7e?

La categoria L7e rappresenta una delle opportunità più interessanti per la mobilità elettrica europea.

Rispetto a un'automobile tradizionale permette:

  • massa inferiore

  • costi produttivi ridotti

  • consumi estremamente bassi

  • semplicità costruttiva

In pratica si può ottenere un veicolo perfettamente adatto agli spostamenti quotidiani senza dover trasportare una tonnellata e mezzo di batteria e struttura.

Specifiche ipotizzate



Il progetto prevede:

CaratteristicaValore
CategoriaL7e
Posti4
Lunghezza3450 mm
Larghezza1500 mm
Velocità massima90 km/h
Motore15 kW
Batteria11 kWh
Autonomiacirca 120 km
Massa a vuotocirca 560 kg

Con una batteria relativamente piccola si ottengono autonomie più che sufficienti per l'uso urbano e periurbano.

La vera sostenibilità

Spesso si associa la sostenibilità esclusivamente all'alimentazione elettrica. In realtà il parametro più importante è l'efficienza complessiva.

Un veicolo leggero:

  • richiede meno materiali per essere costruito

  • necessita di batterie più piccole

  • consuma meno energia

  • usura meno pneumatici e freni

  • occupa meno spazio nelle città

In altre parole, il veicolo più ecologico non è necessariamente quello con la batteria più grande, ma quello che utilizza meno risorse per svolgere lo stesso lavoro.

Un'alternativa concreta

Questo concept non vuole competere con SUV da oltre due tonnellate o con auto da 300 cavalli.

Vuole invece offrire una risposta semplice a una domanda molto concreta:

quanta automobile serve davvero per trasportare quattro persone a 90 km/h con consumi minimi e costi contenuti?

Forse la risposta non è un'auto sempre più complessa, ma un mezzo leggero, essenziale e razionale come questo piccolo L7e.

La mobilità del futuro potrebbe essere molto più vicina alla semplicità della 2CV che alla complessità delle automobili moderne.

2026-05-26

 Il futuro del coding: da tool specifici a agenti generali


È passato un po’ di tempo dall’ultimo post, e ora è il momento di fare il punto. Codex è ormai il “fido scudiero” che scrive codice, gestisce il PC, ricerca notizie e crea servizi automatici per me.

All’inizio ho realizzato applicazioni a “Babbo morto”, ma poi ho iniziato a scrivere solo ciò che mi veniva chiesto o che mi tornava utile. Scrivere un office o un nuovo linguaggio di programmazione non ha più senso: ci stiamo dirigendo verso codice personale, su misura per le proprie esigenze.

Oltre a Codex, ho adottato CLaude Code, ma lo utilizzo con modelli DeepSeek e il nuovo v4‑flash, che compete con i grandi modelli a una frazione del costo. Con 2 € di API ho coperto due settimane di lavoro. È meno efficiente di Codex con GPT‑5.5 xhigh (il top di OpenAI), ma per molti task è praticamente perfetto.

Ollama sta chiudendo i modelli cloud; senza l’abbonamento (che costa quanto OpenAI) non è più possibile usarli. Lo impiego solo per servizi minimi con IdeaAI t e pochi altri, che a loro volta stanno diminuendo di utilizzo.

L’ultimo step è Hermes, assistente personale alimentato da DeepSeek.

Credo che presto smetteremo di scrivere tool di programmazione per passare ad agenti generici che svolgono le attività al nostro posto. Il v4‑flash gira su macchine quasi “umane”; se tutto procede come previsto, entro il 2028, quando non potrò più usare la mia Raspberry Pi 1B come “carrotcamp”, avrò una macchina capace di fare inferenza locale con un modello di dimensioni simili a quelli più grandi attuali. Con questo passo il cerchio si chiude: Internet tornerà a essere un canale di comunicazione, come era originariamente, anziché una vetrina del sapere umano che invece sarà condensato in un LLM locale