Questa settimana l’attività pubblica su GitHub è stata piuttosto tranquilla: nel controllo dei repository di vroby65 non emergono nuovi commit, release, issue o pull request significativi tra il 18 e il 24 settembre. Il lavoro però non è mancato: una parte consistente si è spostata sugli esperimenti, sui servizi web e sui problemi quotidiani che inevitabilmente saltano fuori usando Linux e AI tutti i giorni.
RepoRoulette: una Chatroulette per GitHub
La cosa che mi è piaciuta di più questa settimana è RepoRoulette.
L’idea è nata da una constatazione molto semplice: su GitHub esistono milioni di repository, ma finiamo quasi sempre per vedere quelli già famosi, quelli con molte stelle o quelli che qualche algoritmo ha deciso di mostrarci.
E tutti gli altri?
Ho quindi lavorato a un sito che prova a fare esattamente il contrario: pescare repository pubblici a caso, escludendo soltanto fork e repository vuoti, e presentarli uno dopo l’altro con un meccanismo che ricorda Chatroulette.
All’inizio avevo pensato a una rassegna di 100 repository ogni mattina. Mi sono accorto quasi subito che erano troppi: dopo un po’ si perde concentrazione. Ho quindi ridotto il formato a 30 progetti per volta, tre volte al giorno.
Il sito è qui:
La cosa che mi interessa non è trovare necessariamente il “progetto migliore”. È dare per qualche secondo visibilità anche a un repository con zero stelle che altrimenti probabilmente non avrei mai incontrato.
ChatGPT su Linux e il solito problema delle librerie
Un altro esperimento della settimana è stato molto più terra-terra.
Ho provato l’app desktop Linux di ChatGPT, ma su Linux Mint il pacchetto .deb non si installa perché è stato costruito contro una versione di libc più recente di quella disponibile sulla mia Mint.
Da qui una domanda che prima o poi capita a chi usa Linux abbastanza a lungo: posso avere più versioni di libc sulla stessa macchina senza distruggere tutto?
La risposta pratica è che sostituire la glibc di sistema per far funzionare una singola applicazione non è una buona strada. Molto più sensato isolare l’applicazione con un ambiente che contenga le librerie richieste. È uno di quei casi in cui container e ambienti separati non servono per costruire enormi infrastrutture cloud, ma semplicemente per far partire un programma sul proprio desktop.
DeepSeek: relay gratuiti e rischio ban
Ho continuato anche a seguire gli strumenti che ruotano attorno a DeepSeek. Questa settimana ho riguardato in particolare deepseek-free-relay, soprattutto per capire se ci fossero novità e quanto sia concreto il rischio di ban usando soluzioni che fanno da relay verso servizi gratuiti.
Rimane valido il principio che sto cercando di seguire da tempo: distinguere gli esperimenti divertenti dagli strumenti sui quali posso realmente fare affidamento. Per za.py, freellmApi e gli altri piccoli agenti che devono operare sul sistema, un’API stabile e prevedibile vale spesso più di qualche chiamata gratuita ottenuta attraverso un meccanismo fragile.
In parallelo sto anche osservando meglio i costi degli strumenti OpenAI: questa settimana mi sono accorto che l’uso di Work può incidere sulle quote che poi ritrovo disponibili in Codex. È un dettaglio importante quando gli agenti iniziano a diventare strumenti quotidiani anziché semplici esperimenti.
AI Bar: l'idea rimane quella giusta
Questa settimana non ci sono modifiche pubbliche significative a AI Bar su GitHub, ma non è cambiata l’idea di fondo.
Voglio mantenere main come base generica, un branch personale per il mio ambiente e AGENTS.md come istruzioni per permettere agli agenti di lavorare sul progetto senza perdere questa separazione.
È un modello che continua a convincermi: software generico alla base, software personale sopra, con gli agenti che possono occuparsi di una parte crescente dell’adattamento.
Lo stesso ragionamento rimane dietro za.py e freellmApi: non mi interessa soltanto parlare con un modello, mi interessa che un piccolo agente possa fare concretamente qualcosa sul sistema operativo.
n8n resta sul tavolo
Avevo anche deciso di dedicare un pomeriggio a n8n. Non lo considero ancora una scelta di progetto: per ora è qualcosa che sto valutando per capire quanto possa essere utile nell’automazione dei piccoli flussi che oggi gestisco con script, agenti e servizi separati.
Meglio quindi non raccontare conclusioni che ancora non ci sono.
Il Raspberry che ha cambiato mestiere
Vale la pena lasciare scritto anche il riassetto di rakgateway.
Ho chiuso definitivamente LoRa-One e rimosso la scheda LoRa dal Raspberry Pi. La macchina continua però a essere utilizzata: adesso svolge due compiti ben definiti.
È il nodo Tor che ospita il sito dei Cantinari ed è anche il server Hermes collegato a Telegram.
È una semplificazione che mi piace: eliminare una funzione che non uso più senza buttare via una macchina che può continuare tranquillamente a essere utile.
Robot domestici: Nori e Microduck
Continuo a osservare anche Nori A3 e Microduck, ma questa settimana non ho elementi nuovi abbastanza importanti da giustificare aggiornamenti rispetto a quanto avevo già scritto.
Per Nori A3 rimane fondamentale distinguere le capacità dichiarate e mostrate dal produttore dalla mia impressione personale: a me sembra uno dei primi robot di questa fascia che cominciano ad avvicinarsi a qualcosa di concretamente utile, ma sarà l’utilizzo reale a dire quanto quella sensazione sia fondata.
Microduck continua invece a interessarmi per il prezzo accessibile e per la componente software open source. La mia idea che un prodotto del genere possa favorire la nascita di derivati e cloni resta una previsione personale, non un fatto già avvenuto.
Meno commit non significa una settimana vuota
Questa è stata insomma una di quelle settimane nelle quali il contatore dei commit racconta poco.
RepoRoulette è probabilmente l’esperimento più visibile, ma dietro ci sono anche una libc troppo nuova, qualche conto sulle quote degli agenti, DeepSeek da tenere sotto osservazione e un Raspberry che ha definitivamente abbandonato LoRa.
Nel frattempo continuo anche con l’attività fisica iniziata nelle settimane scorse. Mi porta via parecchio tempo al mattino e rimettermi in forma continua a essere faticoso, ma ormai fa parte della nuova organizzazione delle giornate.
Quindi pochi commit, questa volta. Ma decisamente non poco da fare.
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